Sin dalla sua fondazione negli anni Cinquanta Danese Milano è un'azienda che dà valore allo spazio. Lo fa con un catalogo di oggetti dirompenti. Lo spirito del tempo e la centralità dell'essere umano si riflettono nell'importanza che l'azienda assegna alla scelta degli autori che coinvolge. La qualità dei materiali che applica e la sintesi di forme raggiunte finora trascendono la stagionalità. La creazione di archetipi per la casa e per l'ufficio come la volontà di progettare oggetti contemporanei la cui innovazione non si diluisce nel corso della storia è il solco che Carlotta de Bevilacqua, amministratore unico di Danese Milano dal 1999, continua a tracciare. Ha scelto di ridare prospettiva senza nostalgie a una storica azienda del design italiano. Nel 2017 ha affidato la direzione artistica del marchio a Ron Gilad che ha reinterpretato il logotipo, asciugato il catalogo generale e iniziato a ridisegnare collezioni di oggetti dedicati all'esaltazione di gesti minimi, all'evocazione di pratiche quotidiane dove la relazione uomo, spazio e progetto fosse all'insegna della poesia.

La direzione artistica di Ron Gilad per Danese Milano declina in chiave contemporanea l'identità di questa storica azienda. La carica poetica, il gioco linguistico, la raffinatezza dei materiali esprimono lo spirito del tempo con forme e intuizioni. Ron Gilad ha interpretato la volontà di Danese Milano di consolidare il suo catalogo nel settore del contract aumentando la versatilità dei nuovi prodotti e la loro applicazione in diversi contesti d'uso.

La storia di Danese Milano è un racconto di cultura materiale, di funzioni suggerite, di pedagogie discrete e di pratica bellezza. L'eredità dei fondatori si ritrova nel catalogo dove il lavoro di Elliot Erwitt, Marco Ferreri, Naoto Fukasawa e Martì Guixè prosegue quello svolto da Bruno Munari, Enzo Mari, Angelo Mangiarotti e Achille Castiglioni, infine risuona in quello di Paolo Rizzato, Francisco Gomez Paz, BIG e James Irvine.

Danese Milano nel corso dei decenni ha assorbito i gesti artistici che avevano contraddistinto i suoi esordi per mischiarli e diffonderli nei metodi e nelle sfide che hanno sviluppato i nuovi prodotti. Così convivono e rappresentano l'energia di una visione contemporanea le edizioni di Mimmo Paladino, le soluzioni di Jean Nouvel fino alle recenti realizzazioni di Michele De Lucchi e Richard Hutten scelti da Ron Gilad proprio per la sensibilità con cui affrontano i diversi registri del progetto, dalla piccola serie alla dimensione industriale, senza perdere la spinta creativa nè la versatilità di applicazioni in diversi contesti d'uso.


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