Questa opera rappresenta le teste degli spettatori, al cinema o a teatro, illuminate dallo spettacolo, dalla proiezione nel buio della sala. Tre o cinque profili di teste realizzati in vetro colato in stampo in diversi colori sono collegati tra loro da un cavo strutturale ma modellabile che alimenta i LED con cui sono retroilluminate. È un’opera d’arte aperta, le caratteristiche teste del Maestro Paladino possono essere posizionate liberamente, il cavo che le collega modellato secondo la loro disposizione sulla superficie a cui vengono fissate. Matericità e colori si combinano a forme semplificate e essenziali, in un equilibrio tra visione frontale e prospettiva spaziale caratterista delle opere di Paladino. Questa opera apre ad una partecipazione creativa nel segno della tradizione Danese di produzione di oggetti d’arte accessibili a tutti. Come nelle opere di Munari il risultato finale può essere sempre diverso grazie alla soggettività di chi lo compone. Nel 2007 Mimmo Paladino aveva reso omaggio al centenario della nascita di Bruno Munari con le grafiche “I volti”. Riprende oggi il dialogo con Danese con questi profili bidimensionali ma materici di volti che interagiscono con lo spazio attraverso la luce e la libertà di composizione.



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